giovedì 27 luglio 2017

Ansia da matematica Vs discalculia: segni a confronto

A prima vista:

  •  Sia discalculia che ansia della matematica possono influenzare  negativamente i risultati ottenuti in matematica.

  •      Possono presentarsi in modo simile e un bambino può lottare anche contro entrambi.

  •      La comprensione della differenza può aiutarti a rispondere meglio alle sfide di tuo figlio.

 La discalculia è un disturbo specifico dell'apprendimento, le sfide che porta si presentano ovunque: nelle attività quotidiane, durante i compiti a casa, le verifiche. I bambini discalculici hanno difficoltà nelle competenze legate alla matematica. Possono avere difficoltà a contare e ad apprendere fatti/nozioni legate alla matematica. Possono avere anche difficoltà nel comprendere il concetto di "di più" o "di meno". Potrebbero lottare e impegnarsi molto per cercare di ricordare un numero di telefono o per tenere a mente i risultati mentre stanno facendo sport. 

A volte, queste sfide possono rendere i bambini con discalulia ansiosi di dover svolgere delle attività legate alla matematica. Ma la discalcolia non è la stessa dell'ansia matematica.

L'ansia da matematica può far sì che i ragazzi si interroghino sulle loro abilità matematiche, anche se hanno delle buone abilità. Anche se non è un disturbo specifico  dell'apprendimento, può certamente influenzare il modo in cui ci si approccia alla matematica. 

Quando i bambini sentono la pressione di dover mostrare ciò che sanno o si preoccupano che possano fallire, l'ansia li può portare davvero ad avere dei cattivi risultati. Questo è particolarmente vero e chiaro quando si tratta di verifiche o interrogazioni, perché i risultati si traducono in un voto. 

La discalculia e l'ansia da matematica sono diverse, ma i segni e le difficoltà possono sovrapporsi. Ed è possibile incontrare un bambino abbia entrambe.

Questo elenco può aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo al tuo bambino. 
 


Si può pensare  facilmente alla discalculia e all'ansia da matematica come la stessa cosa, soprattutto perché i segni possono sembrare simili  Potrebbe essere utile pensarci in questo modo:
Approcciarsi alla matematica con la discalculia è come fare escursioni con una caviglia un po' debole. 
Approcciarsi alla matematica con l'ansia da matematica è come essere un escursionista fisicamente in salute ma che preoccupandosi di ciò che potrebbe succedere se cercasse di salire fino in cima. 

Sapere cosa sottende la difficoltà di un bambino con la matematica consente di intervenire nel modo migliore. 



CONCETTI CHIAVE

  • La discalculia è un disturbo specifico dell'apprendimento che influenza le competenze matematiche come il conteggio, il richiamo di fatti matematici e la comprensione di concetti matematici.

  •      L'ansia da matematica è una difficoltà emotiva che coinvolge il dubbio e la paura di fallire.

  •      Entrambi possono creare difficoltà nello svolgere le prove e portare i bambini a cercare di evitare di seguire le lezioni di matematica.

lunedì 22 maggio 2017

Disturbo dell'apprendimento non verbale e difficoltà visuo-spaziali


Esiste un sottogruppo di bambini molto competenti nell'area verbale ma in difficoltà nell'area visuospaziale. Questi bambini possono incontrare difficoltà d'apprendimento e d'adattamento che richiedono particolare attenzione. Ancora oggi, nonostante si sia iniziato a parlare dal 1967 di questo difficoltà ( Johnson e Myklebust 1967), i manuali diagnostici non includono ancora questo disturbo ma la comunità scientifica si sta muovendo in questa direzione.

Quali sono le caratteristiche del disturbo non verbale? 


La comunità scientifica si sta interrogando su quali siano le caratteristiche principali del NDL (Non verbal Learning Disorder). Al momento, Mammarella e Cornoldi hanno individuato 5 criteri principali per identificare  le difficoltà di questi bambini: 

  • Un  profilo basso d'intelligenza visuo-spaziale ed un livello relativamente buono del Quoziente di Intelligenza verbale.
  • Difficoltà visivo-costruttive e della motricità fine;
  • Difficoltà nell'area della matematica anche se vi è una buona abilità di lettura;
  • Una piccola memoria di lavoro spaziale;
  • Difficoltà emotive e sociali, su questo punto attualmente la comunità si sta interrogando se debba essere incluso o meno. Le difficoltà emotive e sociali potrebbero derivare da anni di mancata diagnosi e frustrazione che porterebbero il bambino a ritirarsi lentamente dalle relazioni e a provare ansia/depressione. Questo criterio potrebbe dunque non rivelarsi saliente per una corretta diagnosi.
Le difficoltà di questi bambini vengono viste solo più tardi all'interno della scuola e della famiglia, questo perché vi è maggiore attenzione alle difficoltà linguistiche e si tende a dire che le difficoltà in altri domini "verranno recuperate con il tempo", perdendo così la possibilità d'aiutare precocemente questi bambini e di permettergli di comprendere che queste non sono colpa loro. 

Disturbo dell'apprendimento non verbale a scuola

Le difficoltà che presentano questi bambini di solito non sono focalizzate in un solo compito, come invece possiamo vedere ad esempio la dislessia che presenta difficoltà principalmente nella lettura. Le difficoltà sono osservabili:
  • Nell'aritmetica, nella geometria e nelle scienze. 
  • Difficoltà nel disegno, nella scrittura a mano.
  • Difficoltà nella coordinazione grosso-motoria: scarso equilibrio, goffagine, problemi in palestra o negli sport. 
  • Scarsa abilità nel pianificare, prendere decisioni, organizzare il pensiero, controllare gli impulsi, stabilire priorità. 
  • Difficoltà a individuare la posizione delle cose nello spazio, difficoltà di orientamento, cattiva memoria visiva, cattiva percezione spaziale. 
  • Difficoltà a capire la relazione tra le parti e il tutto, incapacità di avere una visione globale, pensiero rigido e incapacità di generalizzare
Strategie e strumenti
 
La regola d'oro con questi bambini è:  utilizzare sempre la verbalizzazione che rappresenta il loro  punto di forza. Questosignifica trasformare le informazioni non verbali in parole.
In qualunque tipo di attività è essenziale verbalizzare col bambino quello che si sta facendo, suddividere il compito in piccole sequenze e fornire strategie per semplificare il lavoro.

Prendiamo, per esempio, il completamente di un puzzle: l’insegnante aiuterà il bambino verbalizzando le varie operazioni da compiere. “Prima completiamo gli angoli. Cosὶ il compito è più facile. ecc.”

Una buona diagnosi, sopratutto se precoce, è il miglior intervento per aiutare questi bambini. Conoscere il profilo di funzionamento permette di delineare un intervento tagliato a misura sulle sue necessità. Fino ai 7-8 anni è utile ed indicato un intervento psicomotorio, in seguito si consiglia di lavorare sulle abilità visuospaziali, sulle funzioni esecutive con specifici training di potenziamento. Un lavoro precoce aiuta anche a prevenire la comparsa delle difficoltà emotive e sociali. 


 Bibliografia di riferimento:

venerdì 21 aprile 2017

Il dettato: ostacolo o risorsa?

Il dettato, utilizzato abitualmente per insegnare a scrivere, può diventare un ostacolo per i bambini con possibili difficoltà scolastiche. 


Osservando i quaderni dei bambini possiamo vedere diversi tipi di dettati, differenti per tipo di classe e obiettivi che si pongono. Il dettato è un tipo di attività che occupa molto tempo sopratutto durante i primi anni di scuola ma può essere fonte di preoccupazione per gli alunni che potrebbero avere difficoltà di scrittura. Per questo motivo voglio riflettere sull'effettive opportunità e limiti di questo tipo di compito.

Nelle classi prime possiamo vedere dettati sistematici di sillabe,  di parole che tuttavia tolgono alla scrittura la sua funzione comunicativa e arrivare in fine ai  dettati di frasi. 
Vengono insegnati attraverso queste attività i processi riguardanti le componenti meccaniche della grafia e quelle linguistiche dell’ortografia.

Il dettato sembra una buona pratica se lo scopo è esercitare i bambini nelle componenti strumentali da automatizare,  non lo è per sostenere lo sviluppo delle componenti centrali della scrittura  dell’espressione scritta.

In italiano  il dettato di parole o di frasi non è la semplice corrispondenza fonema-grafema, vengono richieste competenze grammaticali per scegliere come scrivere parole omofone ma non omografe, un esempio è  “a” con o senza “h”. Questa componente è meno importante rispetto ad altre lingue meno limpide (ad es. l'inglese).

Di solito il dettato può essere un'attività piacevole e non stressante per la maggior parte dei bambini ma in alcuni casi può diventare una fatica per la lentezza del tratto grafico o nel recuperare i grafemi necessari e obbligano questi alunni a rincorrere la voce dell'insegnante nel tentativo di non perdere pezzi. Per questi bambini, che cercano di adattarsi e soddisfare le richieste scolastiche, scrivere può diventare fonte di grande frustrazione.

Il dettato può essere un compito positivo ma:
  •  è necessario porre molta attenzione sull'obiettivo che ci si pone con quel compito
  • scegliere accuratamente i tipi di testi che dovrebbero essere interessanti e brevi
  • deve essere integrato con altre forme di scrittura
  • bisogna porre attenzione ai bambini che mostrano difficoltà in questo tipo di compito.

martedì 10 gennaio 2017

Iscrizioni scolastiche 2017-2018 SOLO online

Ormai è tempo di iscrizioni per l'anno 2017/2018, dal 9 gennaio è possibile registrarsi attraverso l'apposito sito                               
(www.iscrizioni.istruzione.it ) e da lunedì 16 gennaio sarà possibile scegliere la scuola.
Le iscrizioni saranno solamente online, tranne per la scuola dell'infanzia in cui la modalità è ancora cartacea.
- sarà possibile scegliere fino al 6 febbraio ore 20:00;
- il rinnovo per gli anni successivi al primo avverrà in automatico;
- l'iscrizione è obbligatoria per la scuola statale non per le paritarie;

Avete già le idee chiare su quale scuola scegliere?

Il Miur ha messo a disposizione delle famiglia e degli studenti il sito "scuola in chiaro" ( http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/ ) per aiutare nella scelta, per avere informazioni sui curricolo, sugli orari e sull'istituto in generale.

BUONA SCELTA!

martedì 29 novembre 2016

Perchè l'autocorrezione di un testo è così difficile per i bambini?

 

 

 

 

 

 

 

 

Problemi con la revisione dei testi scritti? Per qualche ragione, quando siamo piccoli crediamo di essere degli scrittori perfetti! Spesso non eravamo in grado di trovare eventuali errori di ortografia o grammaticali.


Alla maggior parte dei bambini semplicemente piace quello che hanno scritto e non riescono a capire il motivo per cui si debba rileggere il tutto di nuovo.


Eppure, ogni scrittore esperto vi dirà che la fase di revisione è altrettanto importante, se non addirittura di più, rispetto alla fase di scrittura, per questo è dove la scrittura è raffinata e affinato per diventare il pezzo migliore possibile.


La difficoltà dell'autocorrezione


Durante la fase della revisione, uno scrittore legge e rilegge la sua bozza. Mentre lo fa, trova il modo di migliorare la strutturare il suo pensiero, cura la scelta delle parole. E, naturalmente, questo è il momento di sistemare bene l'ortografia,  la punteggiatura e le maiuscole.Suona abbastanza semplice, giusto? Allora perché i bambini sono in difficoltà ad individuare errori nel loro testo?

Non vedono davvero gli errori
. Quando leggiamo, pensiamo di vedere ogni parola e segno di punteggiatura, ma in realtà, la maggior parte di noi leggie per blocchi.

    
Non riescono ancora a vedere la fase di revisione come parte essenziale della scrittura. 

 Nella migliore delle ipotesi,  la fase di revisione viene vista come superflua. Nel peggiore dei casi, la vedono come una punizione.
   Tentare di scrivere e rivedere durante una stessa giornata il testo non è una buona idea, se non quando abbiamo scadenze che lo impediscono.
Anche gli scrittori e non solo i bambini, spesso non mettono  uno spazio sufficiente tra loro stessi e il loro brano prima di iniziare il processo di autocorrezione.

Ecco sette strategie per la revisione dei compiti a casa:


La capacità di autocorrezione, come ogni altro processo, può essere sviluppata.  

Qui ci sono solo alcuni consigli e suggerimenti si può provare. 

1. Pensate solo a scrivere

Dite ai vostri figli di non preoccuparsi dell'autocorrezione durante la prima stesura.
 La cosa più importante è fissare i concetti centrali sulla carta. 

2. Fare una copia


Lasciate che i bambini modificare una versione di brutta del loro brano. Ciò è importante ricordare è che alcuni  bambini delle scuole elementari si sentono in ansia nel fare correzioni e sottolineature sulla copia originale.



3. Lasciare riposare il testo


Quando possibile è meglio aspettare un giorno o due, piuttosto che cercare di rivedere tutto e subito. Bisogna ricordare che è più facile correggere la bozza del proprio testo dopo  averlo  fatto "riposare". Facendo un passo indietro aiuta i bambini si allontanano emotivamente dalle parole, i personaggi, o dettagli di storia che hanno scelto con tanta cura.



4. Leggi a voce alta


Chiediamo loro di leggere ogni parola a voce alta lentamente, oppure utilizzando la sintesi vocale nel caso di alunni con DSA. La lettura ad alta voce ci obbliga a rallentare, rendendo più facile  notare certi errori.



5. Leggere  all'indietro


Incoraggiarli a leggere il testo al contrario, dalla fine verso l'inizio. Leggere una parola alla volta aiuta a  trovare le parole ripetute e gli errori ortografici. . Prendere una frase singolarmente, slegata dal contesto ci permette di focalizzare l'attenzione più facilmente sugli errori grammaticali e ortografici senza farci influenzare troppo dal contesto.



6. Una cosa alla volta


Spieghiamo loro che sarà necessario leggere più volte  il testo durante la ricerca di un certo tipo di errore (ad esempio le maiuscole, i refusi ecc. ) di volta in volta. Questo può essere più efficace che cercare di trovare tutti gli errori in una sola lettura, perché dà loro una piccola cosa su cui concentrarsi.



7. contare sugli strumenti


Insegnare ai bambini a utilizzare gli strumenti come un dizionario, il thesaurus, schemi di grammatica. 

giovedì 8 settembre 2016

"Harry Potter e il bambino maledetto" in formato amico della dislessia

Il 24 settembre uscirà anche da noi l'ultimo capitolo della saga di Harry Potter, molti si sono appassionati alla lettura proprio grazie a questi libri. Il 31 agosto, un mese dopo la pubblicazione in lingua originale, oltre all'edizione classica è stata resa disponibile  negli USA e nel Regno Unito, un'edizione pensata per chi ha difficoltà nella letto-scrittura.

 La W.F. Howes, casa editrice specializzata in libri con stampe grandi e audiolibri, ha collaborato insieme alla British Dyslexia Association  per la realizzazione di un'edizione ad alta leggibilità.
I margini saranno più alti, il carattere sarà unico per tutto il libro e di colore blu.
Gli studi condotti con la university of South Wales, in collaborazione con l'associazione e la casa editrice, hanno evidenziato come questi cambiamenti rendano meno faticosa la lettura.

L'edizione italiana sarà curata da Salani, speriamo dunque che prendano esempio dalla W.F. Homes per proporre anche in Italia un formato "amico della dislessia".
Si spera però che per il futuro si possano adottare questi cambiamenti anche ai normali formati di stampa, in modo da rendere meno faticosa la lettura per tutti i lettori e non solo per i DSA.