venerdì 21 aprile 2017

Il dettato: ostacolo o risorsa?

Il dettato, utilizzato abitualmente per insegnare a scrivere, può diventare un ostacolo per i bambini con possibili difficoltà scolastiche. 


Osservando i quaderni dei bambini possiamo vedere diversi tipi di dettati, differenti per tipo di classe e obiettivi che si pongono. Il dettato è un tipo di attività che occupa molto tempo sopratutto durante i primi anni di scuola ma può essere fonte di preoccupazione per gli alunni che potrebbero avere difficoltà di scrittura. Per questo motivo voglio riflettere sull'effettive opportunità e limiti di questo tipo di compito.

Nelle classi prime possiamo vedere dettati sistematici di sillabe,  di parole che tuttavia tolgono alla scrittura la sua funzione comunicativa e arrivare in fine ai  dettati di frasi. 
Vengono insegnati attraverso queste attività i processi riguardanti le componenti meccaniche della grafia e quelle linguistiche dell’ortografia.

Il dettato sembra una buona pratica se lo scopo è esercitare i bambini nelle componenti strumentali da automatizare,  non lo è per sostenere lo sviluppo delle componenti centrali della scrittura  dell’espressione scritta.

In italiano  il dettato di parole o di frasi non è la semplice corrispondenza fonema-grafema, vengono richieste competenze grammaticali per scegliere come scrivere parole omofone ma non omografe, un esempio è  “a” con o senza “h”. Questa componente è meno importante rispetto ad altre lingue meno limpide (ad es. l'inglese).

Di solito il dettato può essere un'attività piacevole e non stressante per la maggior parte dei bambini ma in alcuni casi può diventare una fatica per la lentezza del tratto grafico o nel recuperare i grafemi necessari e obbligano questi alunni a rincorrere la voce dell'insegnante nel tentativo di non perdere pezzi. Per questi bambini, che cercano di adattarsi e soddisfare le richieste scolastiche, scrivere può diventare fonte di grande frustrazione.

Il dettato può essere un compito positivo ma:
  •  è necessario porre molta attenzione sull'obiettivo che ci si pone con quel compito
  • scegliere accuratamente i tipi di testi che dovrebbero essere interessanti e brevi
  • deve essere integrato con altre forme di scrittura
  • bisogna porre attenzione ai bambini che mostrano difficoltà in questo tipo di compito.

martedì 10 gennaio 2017

Iscrizioni scolastiche 2017-2018 SOLO online

Ormai è tempo di iscrizioni per l'anno 2017/2018, dal 9 gennaio è possibile registrarsi attraverso l'apposito sito                               
(www.iscrizioni.istruzione.it ) e da lunedì 16 gennaio sarà possibile scegliere la scuola.
Le iscrizioni saranno solamente online, tranne per la scuola dell'infanzia in cui la modalità è ancora cartacea.
- sarà possibile scegliere fino al 6 febbraio ore 20:00;
- il rinnovo per gli anni successivi al primo avverrà in automatico;
- l'iscrizione è obbligatoria per la scuola statale non per le paritarie;

Avete già le idee chiare su quale scuola scegliere?

Il Miur ha messo a disposizione delle famiglia e degli studenti il sito "scuola in chiaro" ( http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/ ) per aiutare nella scelta, per avere informazioni sui curricolo, sugli orari e sull'istituto in generale.

BUONA SCELTA!

martedì 29 novembre 2016

Perchè l'autocorrezione di un testo è così difficile per i bambini?

 

 

 

 

 

 

 

 

Problemi con la revisione dei testi scritti? Per qualche ragione, quando siamo piccoli crediamo di essere degli scrittori perfetti! Spesso non eravamo in grado di trovare eventuali errori di ortografia o grammaticali.


Alla maggior parte dei bambini semplicemente piace quello che hanno scritto e non riescono a capire il motivo per cui si debba rileggere il tutto di nuovo.


Eppure, ogni scrittore esperto vi dirà che la fase di revisione è altrettanto importante, se non addirittura di più, rispetto alla fase di scrittura, per questo è dove la scrittura è raffinata e affinato per diventare il pezzo migliore possibile.


La difficoltà dell'autocorrezione


Durante la fase della revisione, uno scrittore legge e rilegge la sua bozza. Mentre lo fa, trova il modo di migliorare la strutturare il suo pensiero, cura la scelta delle parole. E, naturalmente, questo è il momento di sistemare bene l'ortografia,  la punteggiatura e le maiuscole.Suona abbastanza semplice, giusto? Allora perché i bambini sono in difficoltà ad individuare errori nel loro testo?

Non vedono davvero gli errori
. Quando leggiamo, pensiamo di vedere ogni parola e segno di punteggiatura, ma in realtà, la maggior parte di noi leggie per blocchi.

    
Non riescono ancora a vedere la fase di revisione come parte essenziale della scrittura. 

 Nella migliore delle ipotesi,  la fase di revisione viene vista come superflua. Nel peggiore dei casi, la vedono come una punizione.
   Tentare di scrivere e rivedere durante una stessa giornata il testo non è una buona idea, se non quando abbiamo scadenze che lo impediscono.
Anche gli scrittori e non solo i bambini, spesso non mettono  uno spazio sufficiente tra loro stessi e il loro brano prima di iniziare il processo di autocorrezione.

Ecco sette strategie per la revisione dei compiti a casa:


La capacità di autocorrezione, come ogni altro processo, può essere sviluppata.  

Qui ci sono solo alcuni consigli e suggerimenti si può provare. 

1. Pensate solo a scrivere

Dite ai vostri figli di non preoccuparsi dell'autocorrezione durante la prima stesura.
 La cosa più importante è fissare i concetti centrali sulla carta. 

2. Fare una copia


Lasciate che i bambini modificare una versione di brutta del loro brano. Ciò è importante ricordare è che alcuni  bambini delle scuole elementari si sentono in ansia nel fare correzioni e sottolineature sulla copia originale.



3. Lasciare riposare il testo


Quando possibile è meglio aspettare un giorno o due, piuttosto che cercare di rivedere tutto e subito. Bisogna ricordare che è più facile correggere la bozza del proprio testo dopo  averlo  fatto "riposare". Facendo un passo indietro aiuta i bambini si allontanano emotivamente dalle parole, i personaggi, o dettagli di storia che hanno scelto con tanta cura.



4. Leggi a voce alta


Chiediamo loro di leggere ogni parola a voce alta lentamente, oppure utilizzando la sintesi vocale nel caso di alunni con DSA. La lettura ad alta voce ci obbliga a rallentare, rendendo più facile  notare certi errori.



5. Leggere  all'indietro


Incoraggiarli a leggere il testo al contrario, dalla fine verso l'inizio. Leggere una parola alla volta aiuta a  trovare le parole ripetute e gli errori ortografici. . Prendere una frase singolarmente, slegata dal contesto ci permette di focalizzare l'attenzione più facilmente sugli errori grammaticali e ortografici senza farci influenzare troppo dal contesto.



6. Una cosa alla volta


Spieghiamo loro che sarà necessario leggere più volte  il testo durante la ricerca di un certo tipo di errore (ad esempio le maiuscole, i refusi ecc. ) di volta in volta. Questo può essere più efficace che cercare di trovare tutti gli errori in una sola lettura, perché dà loro una piccola cosa su cui concentrarsi.



7. contare sugli strumenti


Insegnare ai bambini a utilizzare gli strumenti come un dizionario, il thesaurus, schemi di grammatica. 

giovedì 8 settembre 2016

"Harry Potter e il bambino maledetto" in formato amico della dislessia

Il 24 settembre uscirà anche da noi l'ultimo capitolo della saga di Harry Potter, molti si sono appassionati alla lettura proprio grazie a questi libri. Il 31 agosto, un mese dopo la pubblicazione in lingua originale, oltre all'edizione classica è stata resa disponibile  negli USA e nel Regno Unito, un'edizione pensata per chi ha difficoltà nella letto-scrittura.

 La W.F. Howes, casa editrice specializzata in libri con stampe grandi e audiolibri, ha collaborato insieme alla British Dyslexia Association  per la realizzazione di un'edizione ad alta leggibilità.
I margini saranno più alti, il carattere sarà unico per tutto il libro e di colore blu.
Gli studi condotti con la university of South Wales, in collaborazione con l'associazione e la casa editrice, hanno evidenziato come questi cambiamenti rendano meno faticosa la lettura.

L'edizione italiana sarà curata da Salani, speriamo dunque che prendano esempio dalla W.F. Homes per proporre anche in Italia un formato "amico della dislessia".
Si spera però che per il futuro si possano adottare questi cambiamenti anche ai normali formati di stampa, in modo da rendere meno faticosa la lettura per tutti i lettori e non solo per i DSA.
 




sabato 30 luglio 2016

Cos'è il disturbo specifico della comprensione del testo

Leggere non vuol dire solo "decodificare le parole scritte" ma  comprendere ciò che c'è scritto.

Questo disturbo specifico si caratterizza da una difficoltà nel cogliere efficacemente il significato di un testo letto.
Non esiste una categoria a parte per questo tipo di difficoltà, i manuali diagnostici (ICD 10 e DSM 5) permettono però l'utilizzo dell'etichetta dislessia in questi casi, anche in assenza di un disturbo della lettura.

Le caratteristiche di questa difficoltà sono:

1) Incapacità nel ricordare le cose appena lette nel testo scritto;

2) Difficoltà nel trarre conclusioni e/o inferenze dal materiale appena letto;

3) Per rispondere a domande sul testo, si predilige l'uso di informazioni di carattere generale piuttosto che quelle presenti nel brano.

Il tutto non è riconducibile a un ritardo mentale o un deficit sensoriale.

Successo scolastico:

 Un alunno con queste difficoltà non dovrà rinunciare al suo percorso di studi, ma avrà bisogno di più tempo per lavorare sullo stesso materiale che per gli altri risulterà immediato.
Per questo è importante fornire metodi per insegnare a fare inferenze e trarre conclusioni sui testi e lavorare sulla metacognizione, così da rendere fattibili i compiti richiesti. 

Perché non c'è ancora una categoria a sè stante?

Non vi sono ancora sufficienti dati in letteratura per determinare l'indipendenza di questa difficoltà da altri disturbi. Questo è ancora un ambito da approfondire.
Questa difficoltà potrebbe essereindipendente da un disturbo della decodifica? Da un deficit della comprensione verbale? Può dipendere dalle funzioni attentive?

Attendiamo quindi nuovi dati in questo campo, così da sapere come definire questa difficoltà nei successivi manuali e quindi determinare meglio i metodi migliori per affrontarla.




Bibliografia:

-  I disturbi dello sviluppo (a cura di Stefano Vicari e Maria Cristina Caselli ed. il Mulino 2002)

- I DSA e gli altri BES indicazioni per la pratica professionale, CNOP


domenica 17 luglio 2016

Università e DSA, strumenti per sopravvivere



L'arrivo in università porta con sé il passaggio obbligato da uno studio eteroregolato a uno autoregolato dallo studente.
L'università dà per scontato che lo studente possieda già questa capacità, ma non sempre il passaggio è così semplice.

É  facile capire in cosa non riusciamo, si rivela molto più difficile capire i motivi per cui non si riesce. Entrare in università richiede quindi una riorganizzazione globale dell'attività di studio.


Le difficoltà che un DSA può affrontare possono essere aumentate da alcune variabili psicologiche e di  metodo, indipendentemente dalla diagnosi.

Ad esempio:


  • testi complicati
  • insufficiente chiarezza nelle spiegazioni
  • bassa autoefficacia
  • incapacità di organizzare il tempo
  • difficoltà nell'organizzare il materiale molto vasto



Nota bene: non vi è un metodo di studio adatto per tutti, ognuno deve scoprire il proprio metodo più efficace. Tuttavia, ogni docente dovrebbe proporre esempi pratici con diversi metodi di studio, così che ogni studente possa prendere i suggerimenti più utili per la costruzione del "proprio metodo" personale.


1. GLI STRUMENTI INFORMATICI PER L'AUTONOMIA 


Gli strumenti informatici offrono una serie di opportunità che rendono più agevole e autonomo l'apprendimento. Vi sono però delle pericoli da non dimenticare se l'utilizzo del programma non viene in modo integrato all'interno della didattica. La tecnologia può accrescere la motivazione nell'alunno.

Si potrebbe proporre:

  • La produzione di una presentazione power point sul contenuto di un libro, invece che il classico saggio/riassunto; 
  • Si possono usare le risorse web per riuscire ad apprendere più efficacemente i termini tecnici per un particolare esame;
  • Supportare l'utilizzo dei registratori che permette all'alunno di poter riascoltare le lezioni già seguite, potendo quindi integrare schemi e grafici con ciò che non si era compreso a lezione;
  •  L'utilizzo della sintesi vocale, della calcolatrice e dei programmi di videoscrittura anche  e sopratutto durante le prove d'esame.

2. IL TUTOR


È una figura che ha il compito di supportare lo studente nel suo percorso di studio, permettendo di avere pari opportunità di studio.  Il tutor didattico supporta lo studio individuale favorendo l’autonomia e indipendenza dell’alunno. 
 Bisogna cogliere le caratteristiche proprie dell’individuo per poter cogliere le reali necessità. 
Può rivelarsi un ottimo strumento per:

  •  sviluppare e potenziare le abilità di verifica, esercitando quindi la capacità di capire ciò che ha funzionato e non ha funzionato in un dato compito;  
  •  migliorare le abilità di pianificazione e organizzazione del materiale sviluppando un metodo proprio; 
  • affinare il metodo di studio a seconda della materia da affrontare. 

 3. LE MISURE DISPENSATIVE ALLE PROVE D'ESAME

 Dopo aver studiato a lungo e lavorato duramente, cercate sempre di fare in modo di essere valutati il più oggettivamente possibile. Concordate con il docente la ripartizione del programma d’esame in prove parziali, così da non avere un carico eccessivo che non vi permetterebbe di raggiungere i risultati meritati. Chiedete il cambio di modalità della prova d’esame se questa non è quella che vi permette di essere valutati in modo adeguato. Riuscite meglio o peggio negli esami orali? Le prove a domande chiuse vi mettono in difficoltà?
Nel caso di prove scritte, chiedete sempre il tempo supplementare anche se poi non doveste utilizzarlo effettivamente, meglio avere tempo in più per una correzione e darsi il proprio tempo per lavorare che non trovarsi stretti.

Il mio consiglio è questo:

L'università è un mondo nuovo quando si arriva, bisogna gestirsi da sè e si rischia di perdersi tra mille sentieri e possibilità. Preparatevi un piano, sarà il vostro filo di Arianna. Trovate i vostri alleati e i vostri strumenti per uscire da quel labirinto e sarete premiati.

Un in bocca al lupo a tutti i DSA che hanno e accetteranno la sfida, fate ciò che vi dà soddisfazione e non potrà andare male.